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CAUTI, MA...

IN ITALIA ISS E ISPESL
HANNO SCELTO
LA MASSIMA PRUDENZA
MENTRE L’OMS
OSCILLA ANCORA
TRA L’ALLERTA E IL “NI”
1. Benchè le raccomandazioni degli esperti riuniti a Salisburgo non siano state sinora raccolte, l’Italia sin dall’inizio della diffusione delle reti cellulari ha scelto un discreto approccio cautelativo e prudenziale, consigliato da Istituto Superiore di Sanità (ISS) e Istituto Superiore Sicurezza e Salute (ISPESL).
2. I suggerimenti espressi dai due massimi Istituti scientifici dipendenti dal Ministero della Salute sono quelli contenuti nel documento che è qui sotto scaricabile. Hanno costituito la base sulla quale il nostro Paese si è dato limiti di campo elettro-magnetico più bassi del resto d’Europa, simili alla Svizzera (si vedano nel sito le pagine dedicate alla normativa). 3. Importanti anche le posizioni prudenti assunte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha definito l’elettrosmog come “l’inquinamento degli anni 2000”, ma ha poi oscillato, a fasi alterne, tra ragionevole prudenza e sbrigativa minimizzazione dei rischi. Le ragioni di questa altalena sono analizzate nel secondo documento qui sotto scaricabile.
  ANTENNE, TELEFONINI E SALUTE  | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 |
LE SCELTE ITALIANE INCERTEZZE INTERNAZIONALI
DOCUMENTO ISS-ISPESL 1998 (PDF)
Cautela e prudenza sono state saggiamente adottate in Italia  LEGGI
PERCHE’ OMS “OSCILLA” (PDF)
Le ragioni delle incertezze che affliggono la Sanità Pubblica  LEGGI
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