Ma l’esercito dov’è?

MONZA DOVREBBE CHIEDERLO PER LA SICUREZZA, COME MILANO

soldati-5r-01Il silenzio del Comune di Monza in tema di sicurezza è impressionante. Mentre Milano ha chiesto e ottenuto un aumento dei militari di “Strade sicure” (quasi 200, e ne aveva già 600), da noi si dorme. E dire che i motivi per fare altrettanto ci sarebbero eccome. Ci sono zone che alla gente fanno paura, anche centrali. E le forze dell’ordine hanno organici inadeguati alla terza città della Lombardia.

In primo piano la stazione ferroviaria principale, e la zona adiacente, teatro di ripetuti episodi di malavita, spaccio e teppismo. Ma anche i boschetti reali sono luogo di spaccio e di insicurezza per i cittadini.

Più quartieri sono stati colpiti, negli ultimi mesi, da ondate massicce di furti in appartamento, furti su auto, truffe e tentate truffe ad anziani. Lungo viale Lombardia e viale delle Industrie è in aumento il fenomeno della prostituzione, con attività illecite collaterali e problemi crescenti per i residenti.

Le forze dell’ordine a Monza hanno uomini e mezzi ridotti rispetto ad altre città con analoga, o addirittura inferiore, densità abitativa e superficie territoriale. Il servizio di “polizia di prossimità” (carabinieri e poliziotti di quartiere) è erogato a singhiozzo, nonostante – tra l’altro – sia nato con finanziamenti specifici. Non possiamo indicare numeri per ragioni evidenti di riservatezza, ma tutti gli “addetti ai lavori” sanno bene che è così.

I cittadini sono stanchi di sentire inutili messaggi rassicuranti sul livello di criminalità e microcriminalità a Monza. La percezione è profondamente diversa, la domanda di maggiore sicurezza e più controlli è altissima. Se chi vive nei palazzi e si alimenta di statistiche frequentasse invece la realtà dei quartieri, si renderebbe conto dell’urgenza del problema.

Abbiamo chiesto al Comune di attivarsi, come Milano, per ottenere più forze dell’ordine e, se occorre, una presenza rilevante dell’esercito anche nella nostra città. 

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