Bus soppressi, che errore

IL TRASPORTO LOCALE PUO’ RENDERE, A CONDIZIONE CHE...

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Altro che stillicidio di linee di bus soppresse: il trasporto locale va invece rilanciato. A giugno 2017 cambia il contratto di servizio e si può fare molto, modificando regole che sono assurde. Basta con i fondi erogati a chilometro e basta con il "servizio essenziale garantito". Il trasporto pubblico non è un onere con fondi a perdere. E’ ora di ragionare su un servizio di valore e conquistare il mercato potenziale, che è enorme.

Mentre la protesta dei cittadini sembra aver scongiurato, temporaneamente, l’ennesima soppressione di linee di autobus a Monza e in Brianza, il 2017 è l’anno giusto per riproporre con forza il tema del rilancio del trasporto pubblico. A giugno, infatti, scadono i contratti tra enti locali e gestori dei servizi e questa dev’essere occasione per un cambio radicale di mentalità.

Come abbiamo più volte lamentato, da anni e sino al 2016 il servizio di TPL è basato su un parametro primario: gli enti locali pagano ai gestori un tot a chilometro. I gestori incassano i fondi pubblici ed erogano un minimo servizio. La questione è complessa, ma riducendola all’essenziale cosa accade? Che le linee vengono previste, mantenute e – a volte – riorganizzate in modo da costare il meno possibile agli enti pubblici (chilometri al minimo) e anche ai gestori (itinerari su strade meno affollate, quindi “veloci”, così da effettuare più corse con meno autobus). Non interessa il numero utenti e il loro incremento.

Servirebbero invece: una analisi dinamica della domanda potenziale, iniziative promozionali, efficienza del servizio, innovazione, incentivi tariffari. Cioè bisognerebbe affrontare l’organizzazione del TPL con criteri da impresa.

Il pensiero che impera nei nostri enti locali è che il trasporto pubblico è un onere senza speranze da garantire a livelli essenziali. Niente di più sbagliato: il TPL può essere un servizio che pareggia i conti o addirittura fa utili. Ne sono la prova città come Savona o Taranto, per non dire di Milano. Il trasporto locale è un mercato con buone potenzialità da affrontare come una sfida d’impresa. Se non si fa questo, continueremo a trovarci di fronte a periodici tagli insensati, mentre rimane immutato lo sperpero di denaro pubblico.

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