Sviluppare la città di sotto

AZIENDE E MAGAZZINI INTERRATI, SOPRA PARCHI O BOSCHI

content farmLe proteste di coloro che lamentano troppe concessioni edilizie a Monza, che è al vertice nazionale per consumo di suolo, esprimono una preoccupazione certamente fondata. Chi però, come noi, pensa che la città non possa essere "congelata", non si limita a lamentarsi e porre vincoli, ma si domanda innanzi tutto come Monza possa comunque svilupparsi e cambiare per continuare ad essere viva.

Abbiamo inviato una lettera aperta al sindaco di Monza Scanagatti, per invitarlo a riflettere sulla necessità di trovare modalità nuove nell’indirizzare lo sviluppo della città. Quello che segue è il testo della lettera.

Ci sorprende sempre e molto la diffusa difficoltà a pensare la città in un modo che sia diverso e innovativo. E da parte del Comune, altrettanto ci sorprende la carenza di indirizzi precisi (al di là delle linee guida del PGT) e scelte forti concrete per far decollare l'evoluzione e lo sviluppo di Monza verso soluzioni nuove che siano al tempo stesso “smart e green”, cioè molto efficienti ma sostenibili per l’ambiente.

In questi mesi abbiamo aperto al nostro interno, e pubblicamente sul ns sito hqmonza.it, un dibattito sull’ipotesi di edificare più alto in verticale riservando all'ambiente la superficie che si risparmia.

Ma da oltre quindici anni noi cerchiamo tra le altre cose di promuovere l’uso del sottosuolo. All'estero, nelle aree fortemente antropizzate tipo la nostra, questo avviene da molto tempo. Lei è fra l’altro tra i sostenitori “storici” della nostra battaglia per il tunnel di viale Lombardia: occorre fare ulteriori passi avanti.

Il nuovo supermercato Esselunga dovrebbe essere interrato, non realizzato so­pra. A maggior ragione, la “Content Farm” di Aruba dovrebbe essere costruita sotto, destinando la superficie ad un parco, e in questo caso si otterrebbe tra l'altro un maggior livello di sicurezza per i miliardi di dati che quel magazzino digitale conterrà in futuro.

In questi ultimi anni, altre iniziative apprezzate, approvate e sostenute dai più ci hanno lasciato molto perplessi. Ad esempio, la centrale fotovoltaica da seimila metriquadrati alle ex cave Rocca, un ulteriore consumo di suolo del tutto inutile, se si considera che la nostra città ha a disposizione 2 milioni di metriquadrati so­pra i tetti, che sono per il 33% quelli piatti dei capannoni industriali.

Invitiamo lei, signor Sindaco, la Giunta tutta e i funzionari comunali ad una seria riflessione, anche e soprattutto in relazione ai progetti in divenire per la riqualificazione delle molte aree dismesse. Sono spazi enormi che potrebbero essere edificati “sotto” per restituire a Monza fino a 250mila metriquadrati di verde “sopra”. 

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