Storia di una battaglia

Settembre 2004. Anas assicura di essere quasi pronta con il calendario definitivo dei lavori. Gli scavi veri e propri del tunnel previsti per l’autunno 2005. Prima occorre spostare i sottoservizi (acqua, gas, fognatura, ecc...). Il Comune viene da noi invitato a sollecitare anch’esso l’avvio concreto dei lavori.

Novembre 2004. L’apertura del cantiere per la galleria viene rinviata per l’ennesima volta in un anno. Tra Regione, Provincia e Comune è scaricabarile. L’Anas non spiega le ragioni. Il consorzio vincitore dell’appalto, Impregilo-Secol, appare in difficoltà. Nei quartieri è protesta. Una manifestazione blocca il viale.

Febbraio 2005. Grazie alla mobilitazione della società civile, delle amministrazioni comunale, provinciale e regionale, dei parlamentari della zona, Anas rimette in moto l’iter per arrivare al cantiere del progetto ormai da tempo finanziato e appaltato. E’ dal 1996 che Monza, assediata da traffico e smog, insieme a centoventimila automobilisti in transito ogni giorno, aspettano una soluzione al problema.

Luglio 2005. Le rilevazioni dell’Arpa confermano ancora una volta, che lungo il viale c’è inquinamento atmosferico e acustico da record.

Novembre 2005. Anas e Impregilo procedono, sia pur con una lentezza esasperante, nelle verifiche preliminari e nella definizione sul campo dell’area di cantiere. Un appello da noi lanciato a Enti locali e politici della zona viene prontamente raccolto e Anas, tempestata da sollecitazioni e richieste, finalmente annuncia l’inizio dei lavori per l’estate 2006.

protesteGiugno 2006. Arriva la notizia che Anas ha fermato i lavori appena iniziati e intende annullare l’appalto e rivedere, inspiegabilmente, il progetto. Più di mille cittadini danno vita ad una manifestazione sul viale. Partecipano sindaci della Brianza e associazioni ambientaliste. Il sindaco di Monza Faglia chiede un incontro al ministro. Il presidente di Confindustria MB si appella al presidente della giunta regionale Formigoni.

Luglio 2006. A seguito della decisione Anas di revocare l’appalto per la costruzione del tunnel da 2 km, le cinque associazioni di cittadini che sostengono il progetto presentano una serie di esposti-denuncia alla magistratura per fare chiarezza sul denaro speso, i ripetuti rinvii e le condizioni di sicurezza della strada.

Settembre 2006. Il ministro per le infrastrutture Di Pietro chiede spiegazioni ad Anas e assicura il suo interessamento, promettendo un avvio celere dei lavori e anche integrazioni ai finanziamenti qualora fossero necessari.

I cookies ci aiutano ad offrirvi un servizio migliore. Navigando questo sito, accettate che il sistema possa memorizzarli e leggerli sul vostro dispositivo in base alla nostra privacy policy.

Accetto i cookies da questo sito.