Ottobre 1996. La Strada Statale 36, che a Monza si chiama viale Lombardia, passa in mezzo a due quartieri ed ha una densità di traffico tra le più elevate in Europa: 120mila veicoli al giorno. Smog e rumore sono da record. Di fronte all’ipotesi di un parziale interramento scoperto, ma con rampe e svincoli sopraelevati in mezzo alle case e con barriere antirumore alte fino a sette metri, la nostra associazione chiede la realizzazione di un tunnel urbano.

Febbraio 1997. Sul progetto di interramento scoperto soprannominato “il toboga” presentiamo, insieme ad altri comitati di cittadini, un esposto al Ministero dell’Ambiente per mancanza di Valutazione di Impatto Ambientale. La Regione Lombardia solleva identica obiezione. Il progetto viene accantonato. Nello stesso tempo, raccogliamo oltre 10mila firme a favore di una soluzione in galleria urbana.

Giugno 1997. Una manifestazione dei cittadini blocca il viale per un’ora. La protesta è per sollecitare ancora una volta il tunnel. Non c’è alternativa: Monza, dopo quasi trent’anni di traffico, vuole come indennizzo questa soluzione moderna ed ecosostenibile.

Ottobre 1998. Un’altra manifestazione sul viale richiama centinaia di cittadini esasperati per l’inquinamento e il rumore di questo fiume di auto e camion. Il sindaco di Monza Colombo si schiera con i cittadini. L’assessore provinciale alla viabilità Ravasi, vincendo resistenze all’interno dell’Amministrazione, si schiera anche lui dalla parte dei cittadini.

Maggio 1999. La Provincia di Milano, competente sul tratto di strada, presenta un progetto di tunnel messo a punto dagli esperti di Iri-Bonifica. E’ finalmente un risultato positivo, anche se ancora non si ha la certezza dei finanziamenti necessari, poi assicurati nel settembre 1999. Ci sono voluti tre anni di battaglie durissime, manifestazioni sulla strada, esposti al ministero dell’ambiente, minacce di iniziative giudiziarie.

Novembre 1999. La Regione annuncia che i fondi Anas per realizzare l’opera sono stati annullati. Lanciamo un appello alla mobilitazione, ma già la città sta insorgendo. Le associazioni protestano, a cominciare dagli industriali. Il sindaco Colombo chiede un incontro urgente all’assessore regionale alle opere pubbliche Pozzi ed al ministro dei Lavori pubblici Micheli. Arriva la promessa di un rifinanziamento dell’opera per l’anno 2000.

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Idee e proposte per il quartiere

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Cinque gruppi, due quartieri

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Dodici associazioni insieme

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