Siamo appena usciti da una nuova stagione “apri-chiudi-riapri” sui marciapiedi di Monza. Tra i gestori di telecomunicazione, infatti, si è aperta la gara a chi fornisce per primo il servizio internet veloce utilizzando la tecnologia FTTH (fiber to the home), cioè la fibra ottica che arriva sino alla presa domestica dell’utente finale.
Gli armadietti di strada si sono moltiplicati. Ha iniziato Telecom Italia, poi è arrivata Fastweb, poi ancora Open Fiber e Vodafone. Ogni volta lavori con scavo, poi la riasfaltatura, poi di nuovo lavori, e così via. Il problema non è soltanto l’eventuale sistemazione del marcipiede frettolosa.

Siamo di fronte a un proliferare di armadietti tutti diversi tra loro, uno accanto all’altro, con in più il mini-armadietto annesso per l’allacciamento all’Enel. Elementi di disordine bruttissimi a vedersi, angoli nei quali si depositano foglie e cartacce, una sorta di arredo urbano alla rovescia.

E’ certamente positivo lo sviluppo della concorrenza per telefonia e internet, come consumatori ne abbiamo vantaggi. Ma in nessuna città d’Europa esiste questo “farwest” dell’armadietto di strada. E che questa “gara” tra gestori avvenga in questo modo proprio a Monza è sorprendente e inaccettabile. Monza è una delle poche città in Italia ad avere regole precise per le reti e per i lavori stradali. Lo sappiamo bene perché, negli anni passati, siamo stati i promotori di queste regole, ottenendo dalla giunta Faglia il Piano Urbano del Sottosuolo e dalla giunta Mariani il Regolamento per scavi e posa di tubi. Occorre però che il Comune si faccia rispettare.

Insomma, va bene lo sviluppo delle reti in fibra ottica, ma il Comune deve dire la sua. Se per ipotesi arrivassero a Monza dieci diversi gestori, finiremmo per avere sui marciapiede un campionario di dieci differenti armadi tecnici uno in fila all’altro. Non ci pare una cosa sensata e accettabile... 

© 2023 Associazione HQMonza - riproduzione consentita con citazione della fonte

logo comitato sanfruttuoso
dal 1996

Idee e proposte per il quartiere

isabella tavazzi
Penso
che...

Le analisi del nostro portavoce

logo comitati galleria
2006-2015

Cinque gruppi, due quartieri

logo comitati antenne
1997-2007

Dodici associazioni insieme

Slider