Stiamo parlando specificatamente del trasporto urbano di Monza, che ha invece sempre più un servizio carente e di basso livello. Da quando la gestione degli autobus è passata da TPM alla Net-Atm abbiamo visto qualche piccolo miglioramento nei collegamenti con Milano, ma nessuna iniziativa sulla città di Monza, a riprova che ancora una volta – anche in questo settore – la nostra città, terzo Comune in Lombardia, è presa in considerazione soltanto come periferia vassalla di quel capoluogo che assorbe da solo, in modo sproporzionato, risorse e impegni.

Mentre su Milano città si investono miliardi di euro per arrivare ad avere cinque linee di metropolitana (più il passante ferroviario, che è la sesta), il prolungamento in cantiere della M1 è misero e si ferma a Monza sud, l’ipotesi di estensione della M5 fino a Monza nord è stata accantonata, l’allungamento della M2 sino a Vimercate è stato sospeso.

Invitiamo i nostri pubblici amministratori e rappresentanti nei consigli regionale, provinciale e comunale non soltanto a protestare per i tagli, ma a rilanciare in tutte le sedi l’esigenza di un servizio di trasporto pubblico degno di questo nome per i 120mila abitanti di Monza. In ogni area densamente urbanizzata in Europa, in questo momento di crisi economica, opportune iniziative di servizio e di marketing stanno portando sui mezzi pubblici più passeggeri. Se la società Net non ce la fa e risulta in forte perdita, occorre mettere in discussione la responsabilità di chi la gestisce, non rivalersi sui cittadini utenti.

© 2013 Associazione HQMonza - riproduzione consentita con citazione della fonte

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