A volte le statistiche traggono in inganno. Secondo Istat, Monza sarebbe una “green city”, tra i sedici grandi comuni italiani con più verde procapite per i suoi abitanti. Lo direbbero i numeri raccolti sui “Dati ambientali nelle città”.

Peccato che, come al solito, pesi sulla statistica il Parco di Monza, che soltanto una valutazione ottusa (e i numeri, presi da soli, lo sono) può confondere con l’indispensabile verde distribuito nei quartieri.
Il Parco è stupendo, è un bene preziosissimo del quale andare orgogliosi, ma è un “concentrato” a vantaggio – forse – della porzione di città appunto chiamata da tutti “zona parco”. Per il resto, il verde è una vera rarità e predomina il grigio.

Curioso che nessuno abbia mai dato diffusione ad un’altra recente statistica Istat: quella che mette Monza, insieme a Napoli, al primo posto in Italia per densità abitativa, cioè per numero di residenti su chilometro quadrato. Siamo come le formiche.

La statistica che ci pone tra i comuni più green d’Italia è come il pollo di Trilussa: la media è fuorviante, perché c’è chi ha tantissimo verde (pochi) e chi non ne ha per niente (tanti).

Monza ha bisogno come il pane di spazi verdi diffusi nei quartieri e dobbiamo augurarci che la riqualificazione delle molte aree dismesse, in via di definizione da parte del Comune, risponda a questa necessità e contribuisca a sanare una situazione squilibrata da decenni.

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