Innanzi tutto, non va dimenticato che la priorità nello sviluppo delle reti di telecomunicazione va data alla fibra ottica, che rappresenta un sistema solido di “treni digitali” mentre il WiFi è un accessorio divertente (ma precario) al pari di un “parco skateboard”. La priorità della fibra ottica, oltre ad essere riconosciuta dai progettisti di telecomunicazioni, è nota al pubblico dei più esperti consumatori, come dimostra anche un sondaggio effettuato attraverso questo sito: il 57,5% chiede uno sviluppo rapido della rete in fibra ottica, il 32,3% di tutti e due i sistemi, solo il 10,2% attribuisce al WiFi importanza prioritaria.

In secondo luogo, l’augurio è che Monza rivolga la massima attenzione alla dislocazione di hot-spot WiFi nei locali chiusi, in particolare le biblioteche. In Francia, Belgio e Olanda, ma anche in Australia e Nuova Zelanda, molti di questi impianti sono stati disattivati dopo pochi mesi, e soltanto alcuni poi rimessi in funzione, ma con sostanziali modifiche. La ragione è che i campi elettro­magnetici emessi possono causare – e in molti casi causano – disturbi alle persone che si ritrovano in quei locali, con una crescita esponenziale soprattutto di cefalee. Resta del tutto fondata la cautela massima da avere di fronte ai potenziali rischi per la salute generati dalle emissioni radio.

Ricordiamo che la nostra Associazione, alla fine degli anni ’90, è stata capofila di un coordinamento di comitati antenne in Lombardia e in Italia, riuscendo ad ottenere norme tecniche nazionali e regionali all’avanguardia, mirate a favorire uno sviluppo sostenibile delle telecomunicazioni wireless.

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