La sperimentazione BUL (banda ultra larga) era iniziata nel 2012 in zona ospedale per abitazioni e facoltà di medicina e tra Monza e Concorezzo per le aziende. La nostra città se l’era aggiudicata con fondi statali e regionali grazie all’insistenza dell’assessore comunale Cesare Boneschi, al quale la nostra associazione aveva illustrato, con l’aiuto di esperti, l’importanza di questa infrastruttura. Ma la tecnologia corre in fretta. E dal 2018 Monza è uno dei 90 comuni d’Italia che vede lo sviluppo della rete in fibra ottica FTTH (fibra direttamente sino in casa) a mille megabit, grazie a Open Fiber e Flash Fiber.

Sin dal 2005 questa associazione aveva documentato il Comune sull’urgenza di sviluppare reti di telecomunicazione veloci via fibra ottica, indicando una strada economicamente sostenibile praticata a Tokyo, strada che poi - con la sperimentazione BUL - è stata in parte percorsa: usare i tubi della fognatura e quelli dell’illuminazione pubblica per far passare i cavi. Il costo maggiore dello sviluppo della rete ottica, infatti, è rappresentato dal cosiddetto “ultimo miglio”, cioè il collegamento capillare sino alle singole unità abitative o commerciali. Usando tubi già esistenti (il diametro della fibra è modesto) il risparmio è notevole.

Per le nuove reti FTTH "mille" i gestori hanno scelto di posare nuovi tubi nei quali far correre la fibra ottica. Pazienza, anche se corrisponde ad uno spreco di risorse. L’importante è che Monza si sta allineando al meglio delle connessioni digitali nel mondo. 

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