Siamo ad una svolta per la nostra città: o cambia e cresce, oppure diventerà una vecchia periferia dormitorio. Perchè dopo decenni di immobilismo occorre recuperare in fretta il tempo perduto, guardando anche a cosa accade vicino a noi.

Non solo Milano, ma anche Sesto San Giovanni e Seregno stanno evolvendosi in città smart e green. Monza invece è ferma al palo. Ricordate la città di qualità, con il Parco, che attirava abitanti negli anni sessanta e settanta? Oggi è vecchia e quasi del tutto priva di servizi moderni. E il parco da solo non vale più abbastanza.
Oggi la gente si aspetta una città con tanto verde diffuso, autobus elettrici, la metropolitana, servizi di facile utilizzo con le app, un rilancio dei quartieri (specie quelli meno centrali) per essere frequentati e vissuti. Tutte cose che a Monza non ci sono.
La strada per invertire la tendenza c’è: riqualificare le aree dismesse ex industriali. Consentire la costruzione di edifici più alti su superfici più piccole, per destinare quello che resta a boschi e parchi. Ma questa logica stenta ad avviarsi, e anzi addirittura ci sono gruppi di opinione che premono per conservare tutto com’è. Tutto cosa? Non vedete che è dilagato il degrado?
Se Monza non si dà una mossa, e anche in fretta, finirà per diventare una vecchia periferia dormitorio. Siamo sicuri che sia quello che vogliamo?
Isabella Tavazzi, portavoce Associazione HQMonza
Agosto 2019

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