Sono tempi maturi per rilanciare con forza la nostra idea dei miniBus a Domanda, confortati da nuove esperienze positive in aree densamente urbanizzate di altri Paesi. E’ tra l’altro un servizio ideale per la transizione verso la città “smart”, che vedrà in pochi anni – ma già sta vedendo – la crescita del telelavoro e della domanda di servizi personalizzati. Il criterio generale è banalmente quello di aumentare il trasporto pubblico e ridurre quello privato, con vantaggi per il calo dell’inquinamento e l’incremento della vivibilità. Si tratta di un criterio che urge di una concreta declinazione a Monza. Abbiamo inviato in Comune un documento di analisi e proposta. 

L’arrivo della M5 Lilla, con 7 stazioni in città sull’asse nord-sud, sarà una rivoluzione che richiede di ripensare completamente il trasporto pubblico urbano. Occorre farlo per tempo. Ridisegnare il TPL a Monza non può prescindere dal confermare e rivalutare una o due linee di superficie sull’asse est-ovest, fondamentale sia per gli spostamenti interni alla città, sia per i collegamenti con Comuni confinanti.

Un metrò nord-sud ed una o due linee di bus rapidi est-ovest rappresentano una forte struttura di base, ma è evidente che sono del tutto insufficienti per una città come Monza. Sarebbe però un errore ritenere che la soluzione sia rappresentata da altre linee fisse di superficie. Ci sono decine di studi autorevoli in Europa, anche italiani (CNR, Isfort, Cnel, alcune Università), che descrivono con nitidezza il futuro del trasporto pubblico locale. Se ne ricava, tra le altre cose, che nelle “smart city” (che non sono fantascienza, ma il destino delle aree ad alta densità urbana già nel giro di un decennio) le reti relativamente capillari fondate su linee di superficie fisse saranno sempre meno appetibili per gli utenti e sempre più costose per enti pubblici e gestori. Le parole chiave del futuro sono “flessibilità” e “microgruppi”.

Abbiamo analizzato situazione e tendenze in aree urbane similari alla nostra in diversi paesi europei e non soltanto. Se ne ricava che resta valida, e anzi si rafforza notevolmente, quella che è una proposta di questa Associazione sin dall’anno 2007: un trasporto locale DRT, cioè a domanda, e IGT, a raggruppamento intelligente. In sostanza, una rete altamente flessibile di autobus piccoli ed ecologici, elettrici oppure a idrogeno, con itinerari definiti in tempo reale. L’utente telefona, dice dove si trova e dove deve andare, il bus a domanda passa a raccoglierlo e lo porta a destinazione, combinando microgruppi di persone su itinerari variabili vantaggiosi. In altre situazioni, in orari o giorni particolari, lo stesso sistema flessibile consente l’attivazione di “navette” su percorsi fissi diretti senza fermate intermedie. DRT (Demand Responsive Transport) e IGT (Intelligent Grouping Transportation) sono considerati oggi due chiavi master della mobilità sostenibile alla quale si punta.

La flessibilità del miniBus a Domanda si rivelerà ulteriormente vincente in un periodo nel quale, con il crescere del telelavoro, gli spostamenti casa-ufficio si ridurranno e la prevalenza della mobilità personale si riferirà sempre più al tempo libero, con orari molto differenti e assai variabili rispetto al sistema rigido “punta e morbida” in vigore ancora oggi, rimasto fermo all’era industriale (casa-fabbrica-casa). Il sistema, una volta a regime, consente minori costi di gestione del trasporto pubblico ed un aumento dei ricavi, importante per la copertura dei costi della tratta M5 urbana monzese.

Dall’archivio storico, su questo stesso sito, è possibile scaricare il documento integrale con la nostra proposta, elaborata da un gruppo di esperti.

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