Monza ha bisogno, come tutte le città, di una riorganizzazione e limitazione della circolazione dei mezzi privati, per incrementare la qualità della vita e ridurre lo smog.
Mentre Milano si riorganizza secondo aree concentriche molto tradizionali, per Monza proponiamo un modello innovativo multicentrico più efficiente ed avanzato.
Per trovare un punto di equilibrio ottimale tra interessi collettivi e diritti individuali, tra necessità di spostamento e vivibilità dei quartieri, tra quiete per i residenti e dinamicità delle attività commerciali.

In altre parole, proponiamo di utilizzare una gerarchia più articolata delle strade percorribili, diffusa e non radiale, decisamente più adatta ad un futuro smart e green della città. Con Aree Q, Aree S e Aree M. Aree da calibrare attentamente sulla realtà di ogni circoscrizione, ma facili da gestire grazie ai sistemi moderni di rilevazione telematici dei transiti. Volendo, le limitazioni potrebbero in tutto o in parte essere escluse per i veicoli a idrogeno o elettrici.

Q come quartieri. Le Aree Q sono zone a traffico limitato, una per ogni quartiere. Non pensiamo ad isole pedonali necessariamente “rigide”, ma eventualmente anche a strade nelle quali possono transitare soltanto le auto dei residenti del quartiere stesso (e i fornitori). Un modo molto concreto di riappropriarsi del territorio. Il consolidamento nel tempo di questo tipo di Aree potrà essere seguito da una riqualificazione dell’arredo urbano.

S come scuole. Davanti e intorno alle scuole è ora di porre fine al cronico caos da tutti criticato. Negli orari di ingresso-uscita degli alunni, il traffico può essere regolato al meglio in varie forme, dall’isola pedonale totale all’accesso consentito soltanto ai residenti e/o ai genitori degli alunni stessi, secondo una o più formule da sperimentarsi sul campo. La regolazione puntuale è assicurata da pannelli luminosi a testo variabile e dalla sorveglianza svolta dai sistemi di rilevazione telematici.

M come monzesi. Sulle diverse direttrici stradali usate e abusate per il mero attraversamento della città, il transito può essere riservato soltanto ai veicoli di residenti a Monza, oppure a Monza e in comuni limitrofi. In fasce orarie specifiche, oppure h24. Anche in questo caso, le tecnologie consentono articolazioni varie e sofisticate.

La gestione delle aree Q, S e M e il loro utilizzo da parte degli automobilisti possono oggi essere facilmente organizzati grazie alle tecnologie di rilevazione del traffico e lettura delle targhe. Naturalmente, questa proposta ha come premessa una crescita nell’utilizzo dei mezzi pubblici in area urbana. E con la realizzazione della M5 con 7 stazioni in città, una riorganizzazione totale del trasporto urbano è sicuramente indispensabile.

Dall’archivio storico, in questo stesso sito, è possibile scaricare il documento integrale con la nostra proposta, elaborata da un gruppo di esperti.

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