STANZIAMENTO 900 milioni

Fondi per il metrò
ma è solo il primo passo
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I parlamentari della nostra zona, con un’azione unitaria, hanno fatto inserire nella Finanziaria 2019 il 75% dei soldi necessari

URBANISTICA Pensiamo al futuro

Da città del Parco
a moderna città-parco
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Per recuperare l’alto livello che Monza aveva un tempo, oggi occorrono boschi urbani nei quartieri ed edifici con verde verticale

EDILIZIA MEGA Via ai cantieri

L’inganno di Bettola
un hub per le allodole
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Il centro commerciale sarà triplicato, con conseguenze pesanti sulla viabilità nel sud di Monza e su autostrada e tangenziale nord

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Forse non tutti sanno che in Lombardia la “Robinia pseudoacacia” è stata resa famosa e fatta diventare di moda nella prima metà dell’800 da Alessandro Manzoni, che la scelse come albero caratteristico della sua villa a Brusuglio, che oggi è una frazione di Cormano.

Le ragioni per le quali questa pianta è disprezzata dai giardinieri sono in sostanza queste: cresce facilmente e in fretta, fa tronchi dritti che possono superare i 20 metri di altezza, ha un fogliame folto. Però produce fiori bianchi a grappolo che diffondono un profumo intenso molto gradevole. Sono in realtà tutte cose positive, e siamo di fronte ad una pianta che ha bisogno davvero molto poco del lavoro del giardiniere...

La Robinia è ottima per il legname e, quando è fiorita, è un richiamo irresistibile per le api, tanto che il “miele d’acacia” è molto spesso e per la maggior parte prodotto grazie a questi fiori. Per quello che interessa più da vicino chi abita in aree urbane, la Robinia è un’essenza che regge bene l’aria inquinata e la ripulisce volentieri. Inoltre, le sue foglie hanno un elevato contenuto proteico e se un tempo erano ottime per il bestiame, oggi costituiscono un concime naturale che restituisce azoto alla terra, rivitalizzandola.

Ecco perchè in Francia e Spagna, ma non solo, gli esperti hanno già cambiato idea e hanno molto rivalutato questa pianta, che è un elemento fondamentale e utile per il “controlled wilderness”, la tecnica del verde selvatico curato al minimo. Una naturalità dell’ambiente che è bella da far rinascere dentro le città, anche in piccoli ritagli di terreno che “avanzano” tra case e strade. Cosa che, secondo noi, si dovrebbe fare anche a Monza.

© 2015 Associazione HQMonza - riproduzione consentita con citazione della fonte 

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