datacenter

Vantaggi: sicurezza, energia, ambiente
In aumento anche in Brianza la realizzazione di Data Center. Sono le centrali fondamentali delle reti di telecomunicazione, archiviazione e gestione digitale. Strutture indispensabili, ma presentano diversi problemi per il territorio. Eppure c’è una soluzione valida già sperimentata all’estero...

I Data Center sono quasi sempre edifici grandi, impattanti, di solito anonimi parallelepipedi di cemento. Consumano suolo libero, agricolo o boschivo, sono veri divoratori di energia e in alcuni casi di acqua per mantenere le apparecchiature a costante bassa temperatura.

Ecco perché gli enti locali non li vogliono, mentre Regione Lombardia ha fatto una legge (11/2026) che pone qualche paletto (insufficiente) e rende il nostro territorio meno appetibile per chi vuole costruirli, il che non è vantaggioso. E poi, capita comunque che lo Stato dichiari alcune di queste strutture come strategiche per il Paese e quindi irrinunciabili. 

Ecco perchè proponiamo, sulla base di esperienze positive all’estero, di realizzarli sottoterra. Molti sono i vantaggi.

Il primo riguarda la sicurezza fisica. Le strutture interrate sono naturalmente più protette da eventi atmosferici estremi come uragani, tempeste, grandinate e incendi. Inoltre, risultano meno vulnerabili a sabotaggi, atti vandalici o attacchi intenzionali.

Un secondo beneficio riguarda l’efficienza energetica. I server producono grandi quantità di calore e necessitano di sistemi di raffreddamento molto potenti. Sottoterra la temperatura del terreno rimane relativamente stabile durante tutto l’anno e più bassa rispetto a quella esterna nei mesi caldi.

Il terzo vantaggio è a tutela dell’ambiente. I Data Center tradizionali occupano vaste superfici che potrebbero essere destinate ad altri usi, come attività agricole o aree verdi. Costruendo sottoterra è possibile limitare il consumo di suolo e preservare il paesaggio. In aree densamente urbanizzate come la Brianza, dove lo spazio disponibile è scarso e costoso, questa soluzione consente di non compromettere ulteriormente il territorio in superficie.

Un importante elemento da considerare è anche la possibilità di riutilizzare infrastrutture già esistenti. Vecchie miniere, gallerie, bunker militari o cave dismesse possono essere riconvertiti in Data Center, riducendo i costi di costruzione e valorizzando strutture altrimenti abbandonate. In diversi paesi sono già stati avviati progetti che dimostrano la fattibilità tecnica ed economica di tali riconversioni. In Brianza basterebbe pensare all’ex polveriera di Limbiate, che è inserita nel parco delle Groane, oppure alle ex fornaci e cave di Albiate, Macherio, Molera, Rezzago, Cesana.

Abbiamo proposto a Regione Lombardia di integrare la legge 11/2026 in modo da favorire questo tipo di scelta, anziché limitarsi ad erigere barriere e maggiorare gli oneri di urbanizzazione, scelte che rischiano di penalizzarci a favore di altre regioni, oppure di essere comunque superate senza alcun vantaggio per il nostro territorio. 

© 2026 Associazione HQMonza
Riproduzione del solo testo consentita con citazione della fonte
Immagine su licenza C0 Pixabay Jamu Yai

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