Grandi blabla e piccoli passi

La nostra campagna per il metrò fino a Monza, sostenuta da migliaia di cittadini e da associazioni, amministratori locali, politici, parlamentari, ha ottenuto un primo risultato: lo Stato ha disposto un adeguato finanziamento.

Adesso si passa alla progettazione definitiva e a tutte le attività preliminari. Bene, benissimo. Ma non dimentichiamoci che è dagli anni trenta (incredibile, ma è così) che si continua a disegnare sulla carta un metrò tra Milano e Monza, poi però in concreto - per un motivo o un altro - non si fa mai nulla.
Siamo abbastanza ottimisti per dire che le cose si stanno mettendo bene. Ma siamo abbastanza disillusi e realisti per sapere che il punto di non ritorno è solo e soltanto l’inizio dei lavori e che, sino ad allora, qualunque passo avanti è minuscolo e incerto. Manteniamo tutti insieme molto alta la guardia.

Isabella Tavazzi, portavoce HQMonza
Gennaio 2019

Com’è sfibrante la fibra

Fibra ottica sfibrante, ma non per i disagi sulle strade. Quello è un problema momentaneo, poi quando lo scavo si è assestato riasfaltano. Tra l’altro a Monza lo fanno in base a un regolamento tra i più rigorosi in Italia. No, il motivo è un altro.

Mentre si prepara la fibra ottica con velocità 1 GB, cioè 1.000 Mega, i gestori stanno tempestando i cittadini di offerte dai nomi accattivanti: Fibra 200, Ultrafibra, Fibra 300... Peccato che, in questi casi, la fibra ottica si fermi all’armadio di strada, dal quale poi il segnale arriva in casa con il vecchio doppino di rame. Effetto: la velocità promessa (...fino a) è molto più bassa, se va bene si arriva a 80 mega, nella maggior parte dei casi ci si ferma a 40.
Ho cercato di capire meglio queste cose, ma alla fine ho rinunciato: oltre al caos su fibra-vera e fibra-di-nome, per raggiungere la velocità che è la norma nelle grandi aree densamente urbanizzate di tutto il mondo ce ne vuole. Apparati di centrale da cambiare, modem wi-fi domestici inadeguati (serve la classe AC), computer e smartphone comunque lenti.
Sapete cosa mi indigna? Che in altri paesi ti dicono le cose chiare, semplici e soprattutto veritiere per il tuo punto di vista di utente non tecnico. Ma pèrchè è così difficile da noi?
Isabella Tavazzi, portavoce Associazione HQMonza
Settembre 2018

E’ ora di cambiare registro

Esaminando i contratti che il Comune di Monza ha con le imprese che svolgono i servizi, si fa una scoperta sorprendente: sulla carta è tutto previsto con cura. Peccato che nella realtà le cose vadano spesso in modo ben diverso.

Guardiamo al verde pubblico. Monza sembra essere una città con manutenzioni poco efficienti. Eppure il “capitolato” dell’appalto relativo è estremamente chiaro.
Forse chi svolge i lavori lo fa con scarsa attenzione. Probabilmente c’è anche un controllo insufficiente. E può darsi, come alcune voci dicono, che tra committente (il Comune) ed esecutori (le imprese) non corrano in questo momento buoni rapporti.
Ma nessuna scusa è accettabile: la manutenzione del verde va fatta come da contratto, punto e basta. E’ un appalto da 7,5 milioni di euro su 6 anni, più gli extra.
Soprattutto adesso che le tasse locali sono aumentate parecchio, sulle manutenzioni in città è ora di cambiare registro.

Isabella Tavazzi, portavoce HQMonza
Giugno 2018

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