Sfida per il futuro di Monza

Siamo ad una svolta per la nostra città: o cambia e cresce, oppure diventerà una vecchia periferia dormitorio. Perchè dopo decenni di immobilismo occorre recuperare in fretta il tempo perduto, guardando anche a cosa accade vicino a noi.

Non solo Milano, ma anche Sesto San Giovanni e Seregno stanno evolvendosi in città smart e green. Monza invece è ferma al palo. Ricordate la città di qualità, con il Parco, che attirava abitanti negli anni sessanta e settanta? Oggi è vecchia e quasi del tutto priva di servizi moderni. E il parco da solo non vale più abbastanza.
Oggi la gente si aspetta una città con tanto verde diffuso, autobus elettrici, la metropolitana, servizi di facile utilizzo con le app, un rilancio dei quartieri (specie quelli meno centrali) per essere frequentati e vissuti. Tutte cose che a Monza non ci sono.
La strada per invertire la tendenza c’è: riqualificare le aree dismesse ex industriali. Consentire la costruzione di edifici più alti su superfici più piccole, per destinare quello che resta a boschi e parchi. Ma questa logica stenta ad avviarsi, e anzi addirittura ci sono gruppi di opinione che premono per conservare tutto com’è. Tutto cosa? Non vedete che è dilagato il degrado?
Se Monza non si dà una mossa, e anche in fretta, finirà per diventare una vecchia periferia dormitorio. Siamo sicuri che sia quello che vogliamo?
Isabella Tavazzi, portavoce Associazione HQMonza
Agosto 2019

Grandi blabla e piccoli passi

La nostra campagna per il metrò fino a Monza, sostenuta da migliaia di cittadini e da associazioni, amministratori locali, politici, parlamentari, ha ottenuto un primo risultato: lo Stato ha disposto un adeguato finanziamento.

Adesso si passa alla progettazione definitiva e a tutte le attività preliminari. Bene, benissimo. Ma non dimentichiamoci che è dagli anni trenta (incredibile, ma è così) che si continua a disegnare sulla carta un metrò tra Milano e Monza, poi però in concreto - per un motivo o un altro - non si fa mai nulla.
Siamo abbastanza ottimisti per dire che le cose si stanno mettendo bene. Ma siamo abbastanza disillusi e realisti per sapere che il punto di non ritorno è solo e soltanto l’inizio dei lavori e che, sino ad allora, qualunque passo avanti è minuscolo e incerto. Manteniamo tutti insieme molto alta la guardia.

Isabella Tavazzi, portavoce HQMonza
Gennaio 2019

Com’è sfibrante la fibra

Fibra ottica sfibrante, ma non per i disagi sulle strade. Quello è un problema momentaneo, poi quando lo scavo si è assestato riasfaltano. Tra l’altro a Monza lo fanno in base a un regolamento tra i più rigorosi in Italia. No, il motivo è un altro.

Mentre si prepara la fibra ottica con velocità 1 GB, cioè 1.000 Mega, i gestori stanno tempestando i cittadini di offerte dai nomi accattivanti: Fibra 200, Ultrafibra, Fibra 300... Peccato che, in questi casi, la fibra ottica si fermi all’armadio di strada, dal quale poi il segnale arriva in casa con il vecchio doppino di rame. Effetto: la velocità promessa (...fino a) è molto più bassa, se va bene si arriva a 80 mega, nella maggior parte dei casi ci si ferma a 40.
Ho cercato di capire meglio queste cose, ma alla fine ho rinunciato: oltre al caos su fibra-vera e fibra-di-nome, per raggiungere la velocità che è la norma nelle grandi aree densamente urbanizzate di tutto il mondo ce ne vuole. Apparati di centrale da cambiare, modem wi-fi domestici inadeguati (serve la classe AC), computer e smartphone comunque lenti.
Sapete cosa mi indigna? Che in altri paesi ti dicono le cose chiare, semplici e soprattutto veritiere per il tuo punto di vista di utente non tecnico. Ma pèrchè è così difficile da noi?
Isabella Tavazzi, portavoce Associazione HQMonza
Settembre 2018

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