Le aree verdi di Monza sono poche e trascurate. Esistono contratti d’appalto che prevedono la cura e la sostituzione delle piante malate o morte, ma a noi cittadini non sembra proprio che gli addetti facciano tutto quello che dovrebbero. E il Comune sembra vigilare molto poco.
Perchè non basta dire che Monza è la città con il parco recintato più grande d’Europa, un bellissimo polmone nella zona nord. Conta molto, direi atrettanto, il verde nei quartieri: parchetti, giardini, aiole. Che sono visibilmente in sofferenza ovunque.
Un esempio significativo è il viale Lombardia. Ridotto di calibro, con centinaia di migliaia di auto tolte dai quartieri e spostate nella galleria sotterranea della SS36, ha ampi spazi verdi progettati e realizzati come i migliori giardini di Roma e quelli della Reggia di Caserta. Ma da più di dieci anni siamo di fronte ad uno stillicidio: piante ammalorate e non curate, alberi danneggiati dal taglio dell’erba e altri che sono morti, rimossi e mai sostituiti. Un gioiello che si sta progressivamente degradando nell’incuria e nel pubblico disinteresse.
Intanto il Comune ha deciso di convertire a verde alcuni piccoli spazi abbandonati e inutilizzati, il che è una buona cosa. Ma si guarda alle pagliuzze e non si vedono le travi...
Non tutti sanno che Monza dovrebbe anche piantare circa mille alberi nuovi ogni anno. E’ stato fatto qualche volta, ma non con la dovuta regolarità. E pensare che si tratta di un obbligo di legge, sarebbe da mettere a dimora un albero nuovo ogni nuovo nato.
La cattiva cura del verde contribuisce a peggiorare la vivibilità e l’immagine di Monza, interessata da forti segni di degrado in ormai troppe zone. La molteplicità delle segnlazioni e delle proteste, non solo da parte di questa Associazione, sembra cadere nel vuoto, il che è molto triste e deludente.
Isabella Tavazzi, portavoce Associazione HQMonza
Gennaio 2026