Sosta a pagamento sempre più estesa
La scelta del Comune di rendere a pagamento tutti gli spazi di sosta in centro e in altre zone è negativa e non aiuta la riduzione del traffico e dell’inquinamento. Darebbe risultati solo se fosse accompagnata da altre misure “intelligenti” relative al trasporto pubblico, ma quasi nulla è in vista a Monza.
Parcheggi solo pagando in centro e, progressivamente, in altre zone della città. Questa decisione dell’Amministrazione Comunale del luglio 2023 si è rivelata, come putroppo previsto, una misura estemporanea, poco efficace e per nulla comprensibile ai cittadini. Difficile sostenere che non serva solo a fare cassa, considerato che è prevista una rendita di 10-12 milioni di euro l’anno. Molto deludente che non sia stata inserita, e certo non come primo atto, in un quadro organico di nuove regole per disincentivare l’uso dell’auto privata, ridurre il traffico, migliorare la vivibilità nei quartieri.
Andrebbe anche bene la sosta a pagamento estesa, a condizione che nello stesso tempo il trasporto pubblico locale per i residenti a Monza fosse opportunamente potenziato e, almeno in parte, reso gratuito. Questo sì sarebbe utile e coerente, costituirebbe anche la prova che le intenzioni sono smart&green e non contabili.
Quanto costerebbero i bus gratis? Nulla, sarebbero ampiamente coperti dai ricavi della sosta. Biglietti e abbonamenti rendono circa 2 milioni e 600 mila euro l’anno (dati Agenzia TPL), cioè un quinto delle entrate ottenute con le strisce blu estese. Avanzerebbero comunque milioni per i “giochi” di bilancio.
L’esperienza di altre città, in Italia e in Europa, mostra che la sosta a pagamento, in sè, non serve a nulla. La riduzione del numero delle auto è minima e anzi peggiora il traffico perché aumenta la rotazione dei veicoli sugli stalli di sosta. Peggio anche l’inquinamento invernale, perchè circolano più auto con marmitta catalitica e FAP non in temperatura. Viceversa, i bus gratis incentivano a lasciare l’auto a casa e sono oggetto di sperimentazioni positive a Roma, Genova, Livorno e Ravenna, ma anche in Spagna e Lussemburgo (Bari invece rilascia un abbonamento annuo per soli 20 euro).
Ma a Monza, al momento, niente di tutto questo. E il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile prevede l’estensione progressiva della sosta soltanto a pagamento in diverse zone della città, con uno “sconto” per i residenti nelle vie interessate. Ma anche qui, in alcuni casi – di fronte alle proteste – il Comune ha cercato di porre rimedio creando privilegi incomprensibili, concedendo lo “sconto” su più zone solo ad alcuni.
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Immagine autoprodotta in Monza