Nella seconda metà degli anni ’90 in Italia sono state sviluppate rapidamente le reti di comunicazione cellulare, con antenne inizialmente “macro” e poste su tralicci di forte impatto estetico-visuale.
Esaminando la normativa allora in vigore, ci siamo resi conto che il nostro Paese non aveva alcuna regola per la tutela della popolazione dagli eccessi di campi elettromagnetici, nè norme di carattere urbanistico ed edilizio. Per affrontare il problema, abbiamo promosso e costituito il coordinamento dei Comitati Antenne Lombardia, dodici gruppi di cittadini nella nostra regione.

Estendendo la mobilitazione a circa 200 altre associazioni in tutto il Paese, nell'arco di un decennio, tra il 1997 e il 2007, abbiamo portato all’attenzione dell’Italia le normative in vigore all’estero, il parere di esperti di livello internazionale, valutazioni qualificate per gli aspetti di tutela del benessere e della salute e dell’urbanistica e dell’ambiente. Nello stesso tempo, abbiamo promosso tavoli di confronto con gli Enti pubblici a livello comunale, regionale e statale, trovando attenzione da parte di politici di ogni schieramento, di funzionari scrupolosi, di parlamentari sensibili sul tema.

Con l’aiuto di ISPESL e di docenti universitari, siamo riusciti ad ottenere: una normativa nazionale (Legge-quadro 36/2001), limiti di esposizione per le aree sensibili (ospedali, scuole, ecc...) con valori di riferimento molto bassi rispetto alla media europea (soglia di attenzione di 6 V/m, la più cautelativa al mondo dopo quella della Svizzera) con il DPCM 8 luglio 2003. Ma anche regole urbanistiche regionali e un regolamento edilizio specifico a Monza. Attivati anche controlli periodici da parte delle Agenzie ARPA.

Abbiamo infine promosso e sostenuto, per le grandi aree urbane, la diffusione delle “microcelle” e delle “picocelle”, cioè antenne poco potenti e numerose, fisicamente piuttosto piccole e “invisibili”, capaci di dare un servizio di più alta qualità per le telecomunicazioni, quindi a vantaggio degli utenti, e al tempo stesso in grado di minimizzare i potenziali rischi per la salute.

Antenne sostenibili a Monza

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